Publié par Paolo Petrini le 23/07/2026
Armand Duplantis vive a Monaco per le stesse ragioni di Charles Leclerc, Lewis Hamilton o Jannik Sinner prima di lui: una sicurezza rara, un contesto di vita in cui ci si muove liberamente, una rete di campioni già stabiliti e una stabilità di lunghissimo periodo. La fiscalità vantaggiosa conta, ma è solo uno dei fattori tra queste ragioni, mai l'unico.
Monolocali, bilocali, trilocali, appartamenti di grandi dimensioni, attici e proprietà di prestigio.
Il primatista mondiale del salto con l'asta è l'ultimo nome di una lunga lista. Il Principato concentra oggi una quota unica dell'élite sportiva del pianeta, dai piloti di Formula 1 residenti a Monaco ai più grandi nomi del tennis. È un tema su cui ci interpellano regolarmente: Le Figaro ci ha contattati nel 2026 per il suo dossier sul Gran Premio di Monaco. La domanda torna sempre, e così anche la risposta.
L'arrivo di Armand Duplantis ricorda perché così tanti sportivi di altissimo livello vivono a Monaco. Ecco l'essenziale, oltre il cliché fiscale.
Punto strategico: per un campione esposto, la scelta giusta non si riduce mai all'aliquota fiscale. La discrezione, la sicurezza e un accompagnamento che conosce il mercato palazzo per palazzo pesano quanto la fiscalità nella riuscita di un trasferimento a Monaco.
Armand Duplantis, soprannominato «Mondo», è uno dei più grandi astisti della sua generazione, campione olimpico e primatista mondiale. Stabilendosi a Monaco, ha figurato tra i protagonisti del meeting Herculis, la tappa monegasca della Diamond League disputata allo Stade Louis-II. Vivere, allenarsi e gareggiare nello stesso perimetro di due chilometri quadrati: l'argomento va ben oltre la semplice dichiarazione dei redditi.
Non è un caso isolato, è il prolungamento di un movimento. Il tennis ha aperto la strada con Jannik Sinner, che ha scelto di vivere a Monte-Carlo, come gran parte del circuito professionistico. La Formula 1 vi ha stabilito quasi tutto il suo schieramento. L'atletica, con Duplantis, aggiunge un'ulteriore disciplina a un elenco già spettacolare. A ogni nuovo arrivo riemerge la stessa domanda sulla stampa e sui motori di ricerca: perché loro, perché qui?
La fiscalità attira, ma non decide da sola. Monaco non preleva alcuna imposta sul reddito dei suoi residenti da oltre 150 anni, non tassa né il patrimonio né le plusvalenze, salvo i cittadini francesi soggetti alla convenzione del 1963. Per un atleta con redditi internazionali il vantaggio è reale, e la nostra pagina dedicata alla fiscalità di Monaco ne spiega il meccanismo. Ma altre piazze finanziarie offrono lo stesso argomento. Se bastasse, questi campioni vivrebbero altrove.
Ciò che constatiamo, pratica dopo pratica, è che la decisione si gioca su ciò che il denaro da solo non compra. Lewis Hamilton stesso lo ha detto a modo suo: ciò che conta è poter vivere normalmente, circondati da persone che si conoscono. La fiscalità fa entrare Monaco nella rosa dei candidati; sono la sicurezza, il contesto di vita e il vicinato a far firmare.
Ridurre Monaco a un vantaggio fiscale significa perdere l'essenziale
Ogni volta che un personaggio pubblico si stabilisce qui riemerge la stessa scorciatoia: Monaco uguale zero tasse. L'osservazione non è falsa, ma è incompleta, e nasconde ciò che constatiamo davvero sul campo.
I campioni che accompagniamo non scelgono un'aliquota, scelgono un ambiente: la certezza di camminare in sicurezza, un territorio dove tutto è raggiungibile a piedi, un vicinato d'eccezione e una rara continuità istituzionale. Nessuno di questi criteri figura in un opuscolo fiscale.
Ecco perché invitiamo a leggere l'arrivo di un atleta come Armand Duplantis per ciò che è davvero: non una fuga fiscale, ma una scelta di vita ponderata, in cui la fiscalità è solo un parametro tra gli altri. Questa lettura, fondata su trasferimenti reali, distingue un'analisi sul campo da un luogo comune.
Prima di tutto, la sicurezza e la discrezione. Per questi profili esposti, poter uscire senza dispositivo di protezione vale più di uno sfarzo ostentato: il Principato è regolarmente classificato tra i luoghi più sicuri al mondo, un punto di forza che la nostra pagina dedicata alla sicurezza a Monaco documenta in dettaglio. Seguono il contesto di vita, con un clima mediterraneo che consente di allenarsi tutto l'anno, e la pura praticità: l'aeroporto di Nizza a 20 km, ossia 7 minuti in elicottero, box auto chiusi e un accesso rapido alle competizioni europee.
La localizzazione segue la stessa logica. Un atleta che si allena allo Stade Louis-II apprezza naturalmente il quartiere di Fontvieille, residenziale e tranquillo, a due passi dagli impianti. È proprio su questa corrispondenza tra uno stile di vita fuori dal comune e l'immobile che gli si addice che si gioca la qualità dell'accompagnamento nell'immobiliare di lusso a Monaco: la conoscenza palazzo per palazzo, la memoria delle residenze e delle transazioni, la capacità di presentare in tutta riservatezza i rari immobili che soddisfano ogni requisito. Questa profondità, accumulata in oltre quarant'anni di archivi dall'agenzia, fa la differenza tra una semplice visita e un trasferimento riuscito.
Ciò che cerca uno sportivo di altissimo livello che si trasferisce a Monaco
Fonte: osservazioni dell'agenzia Petrini Exclusive Real Estate, 2026. Lettura qualitativa dei criteri di questa clientela.
| Criterio | Priorità di questo profilo | Riferimento Petrini |
|---|---|---|
| Sicurezza e discrezione | Immobili sicuri, ingressi privati, anonimato quotidiano | La priorità numero uno, ancor prima del prestigio visibile |
| Praticità logistica | Aeroporto di Nizza a 7 minuti in elicottero, box auto chiusi | Decisiva per agende di spostamenti continui |
| Contesto di vita | Clima mediterraneo, sicurezza, tutto raggiungibile a piedi | Ciò che fa restare, oltre il vantaggio fiscale |
| Budget d'ingresso | Affitto premium da 15.000 a 40.000 €/mese prima dell'acquisto | L'affitto precede quasi sempre l'acquisto |
| Localizzazione | Quartieri residenziali tranquilli, vicini ai luoghi di allenamento | Fontvieille e i suoi dintorni, a due passi dallo Stade Louis-II |
Tabella realizzata da Petrini Exclusive Real Estate Monaco. Lettura qualitativa fondata sugli immobili ricercati da questa clientela, esclusi i dati riservati delle transazioni.
La maggior parte prima affitta, poi compra. Il trasferimento di uno sportivo di alto livello comincia quasi sempre con un affitto premium, il tempo di confermare il proprio radicamento a Monaco. Secondo le osservazioni della nostra agenzia, questo tipo di profilo si posiziona su una fascia compresa tra 15.000 e 40.000 € al mese, con una netta preferenza per gli appartamenti in affitto a Fontvieille e i settori residenziali vicini ai luoghi di allenamento.
Il passaggio all'acquisto arriva in un secondo momento, e si misura sul metro di uno dei mercati più cari al mondo: il prezzo medio risulta di 57.569 €/m² nel 2025 secondo l'Osservatorio Immobiliare dell'IMSEE. A questo livello, un pied-à-terre d'eccezione si conta in milioni, il che spiega perché anche un patrimonio sportivo cospicuo spesso comincia con l'affitto. La nostra pagina dedicata al prezzo al metro quadro a Monaco dettaglia questi livelli quartiere per quartiere per chi vuole approfondire.
Sì, esiste un vero effetto trascinamento, e l'arrivo di Duplantis lo conferma. Gli sportivi si stabiliscono in parte perché altri sono già lì: stesse cerchie, stesse raccomandazioni, stesso passaparola. Il Principato ha dapprima attirato i piloti e i tennisti; ora capta l'atletica mondiale, aggiungendo un'ulteriore disciplina alla comunità internazionale stabilita a Monaco.
Questo fenomeno alimenta un circolo che si autoalimenta: ogni campione che si stabilisce rafforza l'attrattiva per il successivo. Duplantis non è un'eccezione, è l'ultimo anello di una catena che continua ad allungarsi. E dietro ogni nome, la stessa esigenza discreta: trovare, lontano dagli sguardi, il luogo che si sposa con una vita fuori dal comune.
Foto: Frankie Fouganthin, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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