Publié par Paolo Petrini le 06/11/2025
Jannik Sinner vive a Montecarlo non solo per motivi fiscali, ma perché il Principato offre un ecosistema ideale per un campione moderno: allenamenti d’élite, logistica perfetta, privacy, sicurezza e qualità della vita.
Monolocali, bilocali, trilocali, appartamenti di grandi dimensioni, attici e proprietà di prestigio.
Dopo aver conquistato il titolo al Masters 1000 di Parigi-Bercy nel novembre 2025 – battendo in finale Felix Auger-Aliassime per 6-4, 7-6(4) – e riconquistato il primo posto nel ranking ATP superando Carlos Alcaraz, il tennista altoatesino è tornato al centro dell’attenzione mediatica italiana. Accanto agli elogi sportivi, è però riemerso un dibattito ricorrente: la sua residenza a Montecarlo, vista da alcuni come una fuga fiscale.
Ma ridurre questa scelta a un mero calcolo economico è superficiale. Montecarlo è da anni il cuore logistico del tennis mondiale, con campi all’avanguardia, un microclima ideale per allenarsi 10 mesi l’anno e una comunità internazionale di campioni. Sinner ha costruito qui il suo centro operativo, immerso in un ambiente che facilita concentrazione, progressi atletici e relazioni professionali.
Jannik Sinner vive a Montecarlo per ragioni professionali, logistiche e personali, ma la sua residenza nel Principato continua a dividere l’opinione pubblica italiana. L’interesse mediatico per questa scelta è fortissimo: siamo stati intervistati in qualità di esperti del mercato immobiliare monegasco sia da Today.it che ha dedicato un’intera inchiesta al tema con il titolo: "Come fa Jannik Sinner a non pagare le tasse in Italia: ecco quanto ha guadagnato nel 2025" – sia da Mediaset, dove Paolo Petrini è intervenuto nella trasmissione “Real Politik” su Rete 4.
Dopo i suoi successi agli Australian Open e ora al Paris Masters 2025, Sinner è celebrato come il nuovo simbolo dello sport italiano. Ma accanto all’euforia sportiva si sono riaccese polemiche ricorrenti: molti si interrogano sul fatto che il campione non risieda fiscalmente in Italia. A sollevare il caso sono stati editorialisti di primo piano, come Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, che ha criticato il fatto che il “portabandiera dello sport italiano” non versi le sue imposte nel Paese d’origine.
Cazzullo è arrivato a scrivere che “non tiferà più per Sinner, e continuerà a tifare Nadal, che è uno dei principali contribuenti del Regno di Spagna”. Sulla stessa linea, anche Massimo Gramellini ha espresso perplessità sulla scelta monegasca, pur con toni più sfumati. Il messaggio, implicito ma costante: per alcuni, vivere a Montecarlo equivale a essere meno italiano.
Ma la questione non è univoca. Molti italiani e la grande maggioranza dei media sportivi, continuano a sostenere Sinner senza riserve, separando i risultati agonistici da scelte private come la residenza. Ne è prova il tono più ironico di figure pubbliche come Fedez, che in un’intervista radiofonica ha dichiarato: “Grandissimo Sinner, è monegasco e non paga le tasse. È il numero 1, se potessi lo farei subito”. E ancora: “È anti-italiano vivere a Montecarlo? Se non le paghi le tasse qui, forse hai meno diritto di pontificare su quello che succede qui”.
Il dibattito è dunque profondamente emotivo e identitario. Da un lato, c’è chi lo accusa di scarsa “italianità”; dall’altro, chi difende il suo diritto di vivere dove meglio supporta la sua carriera, nel pieno rispetto delle regole fiscali. In ogni caso, il fatto che un tennista scelga Montecarlo, città simbolo di performance, sicurezza e logistica perfetta, non dovrebbe sorprendere: per molti sportivi d’élite, il Principato è una scelta di coerenza, non solo di convenienza.
Per Jannik Sinner, vivere a Montecarlo è prima di tutto una scelta professionale. Il Principato offre condizioni uniche per chi vive di performance e viaggia ogni settimana: clima perfetto, logistica imbattibile, privacy e contesto d’élite.
Situata sulla Costa Azzurra, Monaco gode di oltre 300 giorni di sole all’anno, condizione ideale per un tennista. Gli allenamenti possono svolgersi all’aperto quasi tutto l’anno, senza interruzioni stagionali. Inoltre, l’aeroporto di Nizza (a 30 minuti) permette a Sinner di volare in poche ore verso qualsiasi torneo ATP e rientrare a casa tra due partite.
La presenza del Monte-Carlo Country Club, sede dell’ATP 1000, è un altro fattore cruciale. Qui si allenano regolarmente Novak Djokovic, Daniil Medvedev, Holger Rune e Stefanos Tsitsipas: una comunità esclusiva di campioni che favorisce confronti costanti e crescita tecnica. Sinner stesso ha dichiarato: “Ci sono tutti i giocatori più forti, i campi sono sempre a disposizione.”
Anche dal punto di vista della discrezione, Montecarlo è impareggiabile. Sinner può passeggiare con la compagna Laila Hasanovic o prendere un gelato nel quartiere di La Condamine senza essere assediato da fan o paparazzi. Come spiegano i commercianti locali: “Qui nessuno chiede autografi, siamo abituati ai personaggi famosi.” Un lusso raro per una giovane superstar mondiale.
La qualità della vita completa il quadro: pulizia, ordine urbano, ristoranti eccellenti, sicurezza totale. Vivere in un ambiente stabile e protetto permette a Sinner di concentrarsi solo sulla carriera. E come dimostrano le scelte di Djokovic, Leclerc o Berrettini, Montecarlo non è una fuga, ma un ecosistema ottimale per l’élite sportiva.
Jannik Sinner ha trovato a Montecarlo molto più di un semplice vantaggio fiscale. Il Principato gli offre un ecosistema completo, fatto di silenzio operoso, infrastrutture sportive di altissimo livello, discrezione assoluta e un clima perfetto per chi vuole allenarsi con continuità. In questo microstato affacciato sul Mediterraneo, tutto è progettato per agevolare chi punta all’eccellenza, senza compromessi: dalle strutture sanitarie ai collegamenti internazionali, fino alla sicurezza urbana e alla stabilità politica che pochi altri luoghi in Europa possono garantire.
Ridurre questa scelta strategica alla sola questione fiscale, e peggio ancora, considerarla una forma di tradimento nazionale, è non solo ingiusto, ma profondamente miope. Vivere fuori dai confini italiani non rende nessuno “meno italiano”. Sinner continua a rappresentare l’Italia con fierezza nei tornei più prestigiosi al mondo, portando in alto il tricolore e ispirando una generazione intera di giovani sportivi. La sua dedizione, la sua umiltà e i suoi risultati parlano per lui, molto più delle polemiche legate alla residenza.
E poi, diciamolo chiaramente: Montecarlo è oggi un crocevia naturale per chi cerca un punto d’appoggio efficiente e stimolante al centro dell’Europa. È il luogo dove sportivi, imprenditori e Ultra High Net Worth Individuals di tutto il mondo si incontrano, si ispirano e costruiscono il proprio futuro. Non è un caso se tanti italiani non solo atleti – scelgono il Principato per vivere, lavorare o investire. Chi decide di stabilirsi qui, come ha fatto Sinner, spesso lo fa anche per proteggere il proprio tempo, la propria serenità e per abitare in un contesto che riflette i propri valori di impegno, eccellenza e discrezione.
Dal punto di vista immobiliare, Monaco rappresenta una scelta lungimirante: investire qui significa puntare su un mercato stabile, di altissimo profilo, dove il prestigio dell’indirizzo si unisce alla solidità dell’investimento. I dati lo confermano: la domanda resta forte, e il livello di vita percepito è tra i più alti al mondo. In questo senso, chi sceglie di acquistare o vivere nel Principato, atleta o meno, non sta solo cercando un vantaggio fiscale, ma una vera qualità di vita.
Montecarlo per Sinner non è una fuga, ma un luogo di concentrazione e di costruzione. È la base operativa da cui un giovane campione può puntare in alto, senza distrazioni, senza compromessi, con eleganza e determinazione. Perché essere italiani non si misura da un indirizzo, ma da ciò che si dà al proprio Paese. E Jannik, da Montecarlo, sta dando all’Italia uno dei suoi capitoli sportivi più luminosi di sempre.

Esperto riconosciuto del mercato immobiliare monegasco, Paolo Petrini dirige Petrini Exclusive Real Estate e da oltre dieci anni accompagna famiglie e investitori nei loro progetti a Monaco. La sua esperienza locale e l’approccio personalizzato garantiscono analisi affidabili e adattate alle esigenze internazionali. La nostra conoscenza delle scuole e dei quartieri familiari di Monaco è regolarmente richiesta da famiglie internazionali e citata nei media specializzati.
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