Sì, il Principato di Monaco è uscito dalla lista grigia del GAFI: il 30 ottobre 2026 il Gruppo d'azione finanziaria internazionale lo ha rimosso dall'elenco delle giurisdizioni sotto monitoraggio rafforzato, dopo ventotto mesi di riforme.
La decisione è stata presa a Parigi, durante la riunione plenaria del GAFI svoltasi dal 28 al 30 ottobre 2026, insieme a quelle relative a Bulgaria, Costa d'Avorio e Repubblica Democratica del Congo. Chiude un capitolo aperto il 28 giugno 2024 a Singapore, quando l'organismo internazionale di contrasto al riciclaggio aveva posto il Principato sotto monitoraggio rafforzato.
Per l'acquirente straniero che valuta un appartamento nel Principato, la notizia solleva due domande più concrete dei titoli delle agenzie di stampa. Che cosa gli è costata davvero, dal 2024, l'iscrizione del Principato in questa lista? E che cosa gli restituisce la sua revoca, mentre il Principato figura ancora nell'elenco europeo dei paesi terzi ad alto rischio? La lista grigia non ha impedito di acquistare a Monte-Carlo. Ha rallentato il percorso del denaro, e la sua revoca gliene restituisce solo in parte la velocità.
Da ricordare: il Principato di Monaco esce dalla lista grigia
La decisione del GAFI pone fine al monitoraggio rafforzato del Principato. Non modifica né gli obblighi di verifica che si applicano a ogni transazione né, per ora, la posizione del Principato nell'elenco dell'Unione europea.
- Il GAFI ha rimosso il Principato di Monaco dalla lista grigia il 30 ottobre 2026, durante la plenaria di Parigi, dopo un'iscrizione decisa il 28 giugno 2024.
- Il piano d'azione riguardava l'efficacia del sistema, in particolare la frode fiscale commessa all'estero, il sequestro dei proventi di reato, le sanzioni e l'azione giudiziaria; il regime fiscale monegasco non era in discussione.
- Il 19 giugno 2026 il GAFI aveva concluso che il piano era stato sostanzialmente completato; i suoi valutatori si sono poi recati nel Principato prima della decisione finale.
- Nei due anni di lista grigia il mercato immobiliare monegasco non è arretrato: l'IMSEE, l'istituto statistico del Principato, ha registrato 493 compravendite per 5,9 miliardi di euro nel 2025.
- L'effetto reale si è avvertito nella circolazione del denaro: trasferimenti più lenti e controlli bancari più lunghi, che hanno portato ad allungare i tempi delle transazioni.
- Il Principato resta nell'elenco europeo dei paesi terzi ad alto rischio finché la Commissione europea non adotterà un nuovo regolamento, e fino ad allora le banche dell'Unione, comprese quelle italiane, mantengono l'adeguata verifica rafforzata.
- Gli obblighi di adeguata verifica della clientela e di giustificazione dell'origine dei fondi restano invariati per ogni acquisto, qualunque sia la posizione del Principato in una lista.
Che cosa è successo il 30 ottobre 2026?
Il GAFI ha constatato che il Principato di Monaco aveva portato a termine gli impegni assunti nel 2024 e lo ha rimosso dall'elenco delle giurisdizioni sotto monitoraggio rafforzato, comunemente chiamato lista grigia. Dopo questa plenaria l'elenco conta soltanto 18 giurisdizioni, contro le 22 precedenti, senza alcuna nuova iscrizione.
La decisione non ha sorpreso chi seguiva il dossier. Nel giugno 2026 il GAFI aveva già ritenuto che il Principato avesse sostanzialmente completato il proprio piano d'azione, e aveva disposto la visita in loco che precede sempre un'uscita. Il Governo del Principato ha indicato che la visita dei valutatori si è svolta a settembre.
Il tono dei responsabili è rimasto misurato. Il Ministro di Stato, Christophe Mirmand, ha presentato la conformità come una scelta di governance e ha rifiutato di considerarla un traguardo. Il presidente del GAFI, Giles Thomson, ha ricordato da parte sua che l'uscita dalla lista non è la fine del percorso per i paesi interessati. Per misurare ciò che il Principato ha davvero corretto, occorre tornare al rilievo iniziale.
Perché il Principato di Monaco era nella lista grigia?
Il Principato era stato iscritto perché il suo sistema antiriciclaggio, solido sulla carta, non produceva ancora risultati concreti sufficienti. Le regole esistevano. Il GAFI ne giudicava insufficienti gli esiti: il numero di procedimenti penali, gli importi sequestrati e le sanzioni irrogate.
Che cosa esigeva il piano d'azione dal Principato
Il piano d'azione concordato a Singapore si articolava in sei punti. Chiedeva anzitutto di perseguire con più efficacia il riciclaggio legato a frodi fiscali commesse all'estero e di moltiplicare le richieste di sequestro di beni rivolte ad altri Stati. Esigeva poi sanzioni effettive, anche in materia di trasparenza dei titolari effettivi, un'unità di informazione finanziaria rafforzata, una giustizia più rapida e più sequestri di beni. Il contesto di questa iscrizione, e le reazioni che aveva suscitato all'epoca, sono descritti nella nostra analisi pubblicata all'ingresso del Principato nella lista grigia nel 2024.
Per un acquirente straniero la differenza con la lista nera è essenziale. Figurare nella lista grigia non comporta né sanzioni internazionali né un invito a contromisure, che riguardano la lista nera del GAFI. Significa che un paese collabora e si impegna su un calendario, sotto lo sguardo dei suoi pari. Il Principato ha rispettato quel calendario, con dieci mesi di ritardo sull'obiettivo iniziale.
Come il Principato è uscito dalla lista grigia in ventotto mesi
Il Principato ne è uscito accumulando, relazione dopo relazione, le prove numeriche richieste dal GAFI. Il calendario iniziale puntava a gennaio 2026; è slittato di diversi mesi, perché le sanzioni si dimostrano solo una volta irrogate e i procedimenti giudiziari hanno tempi propri.
Dall'iscrizione all'uscita: le tappe del dossier monegasco
Fonti: Governo del Principato (comunicati di giugno 2024, ottobre 2025 e giugno 2026), GAFI, stampa monegasca per la decisione del 30 ottobre 2026.
| Data | Tappa | Portata |
|---|---|---|
| 28 giugno 2024 | Iscrizione nella lista grigia, plenaria di Singapore | Piano d'azione in sei punti, uscita prevista a gennaio 2026 |
| Dicembre 2024 | Nuova valutazione di MONEYVAL, l'organismo del Consiglio d'Europa | Progressi riconosciuti sulla conformità tecnica |
| Ottobre 2025 | Seconda relazione sui progressi adottata dal GAFI | Più sequestri e più richieste di sequestro all'estero, maggiori risorse per l'autorità di vigilanza |
| 19 giugno 2026 | Conclusione preliminare del GAFI | Piano d'azione giudicato sostanzialmente completato, visita in loco decisa |
| Settembre 2026 | Visita dei valutatori nel Principato | Verifica dell'effettività delle riforme |
| 30 ottobre 2026 | Uscita dalla lista grigia, plenaria di Parigi | Fine del monitoraggio rafforzato del GAFI |
Nel frattempo il Principato ha potenziato l'organico dell'Autorità monegasca di sicurezza finanziaria (AMSF), nominato magistrati presso la Procura generale e moltiplicato i controlli. Secondo i dati pubblicati in occasione dell'uscita, nel 2025 l'AMSF ha ricevuto 1.479 segnalazioni di operazioni sospette e condotto 54 ispezioni in loco. Nel 2026 l'AMSF ha reso pubbliche sanzioni contro tre banche della piazza: 6 milioni di euro per la filiale monegasca di UBS, 1,5 milioni di euro per quella di Julius Baer Wealth Management e 1 milione di euro per Moncrief Private Bank, già Banque Havilland. Queste decisioni rispondevano direttamente all'esigenza di sanzioni effettive e dissuasive.
Questo inasprimento ha pesato sui professionisti, a cominciare dalle banche. I dati del mercato immobiliare mostrano tuttavia che non ha scoraggiato gli acquirenti.
La lista grigia ha pesato sul mercato immobiliare monegasco?
No, la lista grigia non ha fatto arretrare il mercato immobiliare del Principato di Monaco, né nei volumi né nei prezzi. Nel 2025, in pieno monitoraggio rafforzato, l'IMSEE ha registrato 493 compravendite per un valore di 5,9 miliardi di euro, al livello del record del 2024, con un prezzo medio di 57.569 euro al metro quadrato.
I prezzi richiesti che la nostra agenzia rileva ogni mese raccontano la stessa storia. Non sono scesi durante l'iscrizione, anzi sono leggermente saliti. Il dettaglio di questi prezzi è riportato nella nostra analisi del prezzo al metro quadrato nel Principato di Monaco, con un confronto quartiere per quartiere.
Prezzi richiesti al metro quadrato nel Principato di Monaco durante la lista grigia
Fonte: dati Petrini Exclusive Real Estate, media annua delle rilevazioni mensili dei prezzi richiesti in vendita, tutte le tipologie, intero Principato. 2026: rilevazioni da gennaio a luglio.
| Anno | Prezzo richiesto medio (€/m²) | Posizione rispetto al GAFI |
|---|---|---|
| 2023 | 58.379 | Prima dell'iscrizione |
| 2024 | 58.154 | Iscrizione il 28 giugno |
| 2025 | 59.275 | Sotto monitoraggio rafforzato |
| 2026 (da gennaio a luglio) | 59.929 | Sotto monitoraggio rafforzato |
La piazza finanziaria ha seguito la stessa traiettoria. La stampa economica monegasca ha rilevato che i depositi bancari erano passati da 176 miliardi di euro a fine 2024 a 182,9 miliardi di euro a fine 2025, senza che alcun istituto lasciasse la piazza. Ha parlato in proposito di un paradosso monegasco. Avevamo sostenuto la stessa lettura, dati alla mano, nella nostra analisi dell'impatto della lista grigia sui prezzi immobiliari pubblicata nel febbraio 2026.
Sul campo, l'esperienza della nostra agenzia va nella stessa direzione. Gli acquirenti desiderano sempre più stabilirsi nel Principato, una tendenza descritta anche nella nostra analisi annuale del mercato monegasco nel 2026 dal punto di vista della concentrazione del capitale. In questi due anni nessun cliente ci ha davvero parlato della lista grigia: era un tema che trattavano con la propria banca, non con il proprio agente immobiliare. Se la domanda non si è mossa, la lista grigia ha lasciato il segno altrove.
Dove si è fatta sentire la lista grigia?
La lista grigia si è fatta sentire nella circolazione del denaro. Le banche hanno allungato i tempi per effettuare più controlli, e alcuni trasferimenti di fondi hanno subito ritardi.
Uno studio del Fondo monetario internazionale pubblicato nel 2021 ha stimato che l'iscrizione nella lista grigia riduce in media gli afflussi di capitali di un paese di circa il 7,6% del PIL. Il motivo è semplice: le banche estere rendono più lenti e più costosi i rapporti con quel paese. Gli acquirenti nel Principato pagano per lo più con fondi provenienti dall'estero. Hanno quindi subito ritardi, senza che i capitali si allontanassero dal Principato.
In concreto, abbiamo riscontrato ritardi nei pagamenti e nei trasferimenti, e tempi bancari più lunghi per consentire controlli più approfonditi. Abbiamo quindi adeguato le date delle transazioni e previsto termini più lunghi tra il compromesso e l'atto definitivo, affinché nessuna vendita fosse messa a rischio da un bonifico in sospeso. Per l'acquirente, questi due anni hanno significato soprattutto un fascicolo più documentato e un calendario più ampio, due aspetti che la nostra guida al processo di acquisto di immobili di pregio nel Principato descrive passo dopo passo.
La decisione del 30 ottobre non elimina tutti questi ritardi, perché una seconda lista, questa volta europea, continua ad applicarsi.
Perché la lista europea conta ancora?
Il Principato di Monaco resta nell'elenco europeo dei paesi terzi ad alto rischio, e la decisione del GAFI non lo cancella da quell'elenco. La Commissione europea vi aveva inserito il Principato con un regolamento delegato entrato in vigore il 5 agosto 2025, e solo un nuovo regolamento, sottoposto poi al periodo di obiezione del Parlamento europeo e del Consiglio, può farlo uscire.
Questa lista ha una conseguenza diretta per l'acquirente. Finché il Principato vi figura, banche, notai e altri professionisti dell'Unione, italiani compresi, devono applicare misure di adeguata verifica rafforzata a ogni rapporto o operazione che coinvolga il Principato. Un bonifico da Milano, Roma o Amsterdam verso uno studio notarile monegasco resta quindi soggetto a un esame più approfondito, qualunque sia la decisione del GAFI. Per un acquirente italiano sono dunque la normativa antiriciclaggio europea e la prassi della propria banca a scandire i tempi del bonifico.
Il precedente degli Emirati Arabi Uniti indica un'attesa di diversi mesi. Lo stesso regolamento che ha iscritto il Principato nel 2025 ha cancellato dall'elenco europeo gli Emirati Arabi Uniti, usciti dalla lista grigia del GAFI nel febbraio 2024, cioè circa diciotto mesi dopo. Nulla obbliga Bruxelles a seguire lo stesso ritmo per il Principato. Nulla consente nemmeno di promettere una cancellazione immediata.
Paolo PetriniDirettore, Petrini Exclusive Real Estate MonacoL'uscita dalla lista grigia restituisce fluidità al mercato, la domanda non se n'era mai andata
La nostra lettura è che la decisione del GAFI non porterà acquirenti in più, perché la domanda è rimasta forte per tutto il periodo. Ciò che ripristina è la fiducia delle banche corrispondenti, e con essa la rapidità dei flussi che consentono a una vendita conclusa di essere firmata alla data prevista. Ci guardiamo tuttavia dall'annunciare un ritorno immediato ai tempi precedenti al 2024, finché la lista europea non sarà stata rivista. Il vantaggio più duraturo è altrove: una piazza in cui ogni professionista ha imparato a documentare, controllare e giustificare offre a un acquirente facoltoso ciò che cerca anch'egli, la certezza di investire il proprio patrimonio in un quadro irreprensibile.
Che cosa cambia l'uscita per una compravendita?
Per una compravendita gli obblighi di verifica restano identici. I tempi dovrebbero invece ridursi gradualmente per i fondi provenienti da banche situate fuori dall'Unione europea. Le norme antiriciclaggio monegasche si applicano a ogni vendita, indipendentemente da qualsiasi lista internazionale.
L'acquirente continuerà quindi a dimostrare la propria identità, quella dei titolari effettivi se acquista tramite una società, e l'origine dei fondi impiegati. Il notaio, la banca e l'agenzia svolgono ciascuno le proprie verifiche, e nessuno può esimersene perché il Principato ha lasciato la lista grigia. Queste verifiche non aggiungono costi all'acquisto, il cui dettaglio è riportato nella nostra guida ai costi di acquisto immobiliare nel Principato di Monaco; ne condizionano però il calendario.
Per fissare questo calendario si distinguono tre situazioni, a seconda della banca da cui partono i fondi.
Fondi già depositati presso una banca monegasca
Questi fondi circolano senza particolari difficoltà. È uno dei motivi per cui molti acquirenti aprono un conto nel Principato prima di firmare, presso uno degli istituti del nostro elenco delle banche presenti nel Principato, spesso con diverse settimane di anticipo.
Fondi provenienti da una banca fuori dall'Unione europea
Questi fondi dovrebbero ritrovare gradualmente tempi ordinari, man mano che le banche corrispondenti eliminano i controlli legati alla lista grigia. È il caso, per esempio, di un conto presso una banca svizzera.
Fondi provenienti da una banca dell'Unione europea
Questi fondi restano soggetti alla verifica rafforzata finché l'elenco europeo non sarà cambiato, e ciò vale anche per un conto in Italia. Giustificano il mantenimento del margine finora previsto nel calendario della vendita.
Queste precauzioni sono anche il risultato di due anni in cui ogni professione della piazza, compresa la nostra, ha alzato il proprio livello di rigore.
Come ha vissuto questi due anni un'agenzia immobiliare soggetta all'AMSF?
Petrini Exclusive Real Estate, agenzia immobiliare con sede nel Principato di Monaco, è soggetta al sistema antiriciclaggio sotto il controllo dell'AMSF, come tutte le agenzie del Principato. In questi due anni abbiamo svolto il nostro lavoro di verifica su ogni operazione, e ci siamo strutturati e formati sempre di più per rispettare i nostri obblighi di legge.
Questo rigore non si legge solo nelle procedure. Ha cambiato il modo in cui si prepara una vendita: i documenti vengono raccolti prima, le domande sull'origine dei fondi vengono poste fin dall'avvio del rapporto, e l'acquirente serio vi vede una garanzia. Va di pari passo con la discrezione che applichiamo a ogni operazione, descritta nel nostro articolo sulla riservatezza immobiliare nel Principato di Monaco, perché nessuna delle nostre vendite viene mai resa pubblica. Nel nostro piccolo, abbiamo contribuito allo sforzo comune che ha permesso allo Stato di rispettare la tabella di marcia fissata dal GAFI, e siamo lieti che questi sforzi abbiano dato i loro frutti.
Il Principato non intende allentare questa disciplina. Il Governo ha annunciato il mantenimento delle strutture incaricate della strategia nazionale, una terza valutazione nazionale dei rischi e la preparazione del prossimo ciclo di valutazione di MONEYVAL. Per l'acquirente che attendeva questa decisione, resta da scegliere il momento giusto e l'immobile giusto, due scelte che la nostra analisi di ciò che determina davvero la decisione di acquistare nel Principato aiuta a compiere.
In due anni di lista grigia, il Principato di Monaco non ha perso né i suoi acquirenti né i suoi prezzi. Ha rafforzato i controlli e mantenuto gli impegni. Gli resta da ottenere l'uscita dall'elenco europeo: solo allora i pagamenti ritroveranno il ritmo precedente al 2024.
Fonti di questa analisi
Fatti e dati verificati il 30 ottobre 2026 presso le seguenti fonti.
- Governo del Principato, conclusione preliminare del GAFI, 19 giugno 2026.
- Governo del Principato, seconda relazione sui progressi adottata dal GAFI, 24 ottobre 2025.
- Governo del Principato, iscrizione nella lista grigia e piano d'azione, giugno 2024.
- GAFI, scheda paese del Principato di Monaco.
- Commissione europea, aggiornamento dell'elenco dei paesi terzi ad alto rischio, regolamento delegato (UE) 2025/1184.
- Fondo monetario internazionale, The Impact of Gray-Listing on Capital Flows, documento di lavoro WP/21/153, maggio 2021.
- Monaco Hebdo, la piazza finanziaria monegasca sotto osservazione, 4 marzo 2026.
- Monaco Life, sanzioni dell'AMSF contro banche della piazza, 4 settembre 2026.
- Monaco Life, reazione del Governo all'uscita dalla lista grigia, 30 ottobre 2026.
- IMSEE, Observatoire de l'Immobilier, edizione 2025, e rilevazioni mensili dei prezzi richiesti di Petrini Exclusive Real Estate.
Per approfondire il mercato monegasco
La guida all'acquisto immobiliare nel Principato Le tappe, gli attori e i documenti di un acquisto nel Principato di Monaco.
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Domande frequenti sull'uscita del Principato dalla lista grigia
Il Principato di Monaco è ancora nella lista grigia del GAFI?
No. Il GAFI ha rimosso il Principato di Monaco dall'elenco delle giurisdizioni sotto monitoraggio rafforzato il 30 ottobre 2026, durante la riunione plenaria di Parigi. Il Principato vi figurava dal 28 giugno 2024.
Il Principato di Monaco figura ancora nell'elenco europeo dei paesi ad alto rischio?
Sì. Il Principato resta nell'elenco dell'Unione europea dei paesi terzi ad alto rischio, in cui è stato inserito nel 2025. Solo un nuovo regolamento della Commissione europea può cancellarlo. Per gli Emirati Arabi Uniti questa cancellazione è arrivata circa diciotto mesi dopo l'uscita dalla lista del GAFI.
L'uscita dalla lista grigia farà salire i prezzi a Monte-Carlo?
Nulla consente di affermarlo. Durante l'iscrizione il mercato non è arretrato: l'IMSEE ha registrato 493 compravendite per 5,9 miliardi di euro nel 2025, e i prezzi richiesti sono rimasti stabili. La decisione del GAFI rende soprattutto più fluidi i pagamenti.
Un acquirente straniero deve ancora giustificare l'origine dei fondi?
Sì. Presso Petrini Exclusive Real Estate, come presso il notaio e la banca, ogni acquisto comporta la verifica dell'identità, dei titolari effettivi e dell'origine dei fondi. Questi obblighi derivano dalla legge monegasca e non dipendono da alcuna lista internazionale.
I bonifici per un acquisto nel Principato di Monaco saranno più rapidi?
Per i fondi provenienti da banche situate fuori dall'Unione europea, i tempi dovrebbero ridursi gradualmente. Le banche dell'Unione, comprese quelle italiane, mantengono invece l'adeguata verifica rafforzata finché il Principato figura nell'elenco europeo. Resta quindi prudente prevedere un margine nel calendario della vendita.























